Scoutismo in Italia

Le prime formazioni in Italia
 

Nel 1910 anche in Italia cominciarono a fiorire i primi gruppi. A Genova un’associazione giovanile ” Le Gioiosefondata nel 1905 dal pedagogista Prof. Mario Mazza, dopo aver conosciuto lo scoutismo, ne accettò i principi e costituì l’associazione Ragazzi Esploratori Italiani (R.E.I.). Il Dottor Carlo Colombo, docente universitario di Roma, che aveva istituito un corpo di Giovani Esploratori Italiani (G.E.I), si unì alla associazione R.E.I. nel 1912. Il problema se l’associazione doveva essere o meno confessionale non trovò una soluzione comune. 

 

1915: avvenne la scissione, nacquero così una associazione confessionale (Associazione Scoutistica Cattolica Italiana – A.S.C.I) ed una pluriconfessionale (Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani – C.N.G.E.I). Nella prima riunione dell’ASCI, 1 febbraio 1916, venne nominato Commissario Centrale il conte Mario di Carpegna e nel giugno dello stesso anno Benedetto XVI° approvò l’Associazione e nominò il P. Giuseppe Gianfranceschi s.j. Assistente Ecclesiastico Centrale.

 

Al termine della 1a Guerra Mondiale la situazione sociale degenerò in scontri di piazza tra opposte fazioni e a Torino il 3 Dicembre 1919 venne ucciso con un colpo di pistola, da estremisti di sinistra, il diciannovenne capo reparto torinese Pierino Del Piano. Il 23 agosto del 1923 fu assassinato don Giovanni Minzoni, assistente del gruppo scout di Argenta (Ferrara): il rifiuto del sacerdote di cedere alle pressioni per la chiusura del Gruppo Scout, fu tra le motivazioni del delitto.

 

Nel 1926 finito l’Anno Santo, durante il quale per opportunità politica, il fascismo non mostrò la sua avversione all’ASCI, viene istituita l’Opera Nazionale Balilla con lo scopo di curare l’addestramento militare dei ragazzi e dei giovani di ambo i sessi. Iniziarono le violenze contro gli scouts, quelli dell’ASCI in particolare: i fascisti picchiarono ragazzi, assistenti e capi, e devastarono numerose sedi di reparto; questi fatti indussero molte famiglie a ritirare i ragazzi dai riparti che si andarono assottigliando sempre più. Con decreto del 9 gennaio 1927 il governo fascista, sancì lo scioglimento di tutti i Gruppi scout presenti nei centri con meno di 20.000 abitanti e obbligò ai restanti di apporre il distintivo ONB sulle proprie insegne. Le condizioni erano insopportabili per quei ragazzi orgogliosi del loro “essere scoute fermamente legati ai loro principi. E così il 28 gennaio dello stesso anno, l’allora pontefice PIO XI sciolse i reparti dell’ASCI facendo leva su un verso del libro dei RE: Se dobbiamo morire sia per mano vostra, Signore, piuttosto che per mano degli uomini”.