Dopo la morte di Don Ennio Bonati lo scoutismo parmense ricordò il suo nome in vari modi.
Dopo questi anni, per svariati motivi, (trasferimento di Don Tarcisio a Roma,, divergenze tra i “Capi”, visioni diverse anche tra gli Assistenti Ecclesiastici si ebbe un declino del Movimento scout parmense e soltanto la costanza di alcuni pilastri storici come Andreoli, Nino Vio, De Bernardis, Silvestro Volta, Vettori e Giovanni Anderloni, un Capo dello scoutismo lombardo trasferitosi temporaneamente a Parma, permise la sopravvivenza dello scoutismo a Parma.
Dopo questo periodo di crisi, alcuni scouts riuscirono a coinvolgere Don “Tonino” Moroni che partendo dal1954 gradatamente riorganizzò la scansione dei ruoli all’interno al movimento in particolar modo promosse uno studio sul Roverismo, settore giovanile dello scoutismo, in particolar modo sull’esperienza del “Noviziato Rover” l’unità che unisce il Riparto al Clan. Il cammino di formazione proposto da don Tonino, con l’aiuto di validi collaboratori, portò ad una qualificazione educativa dei capi del Movimento scout parmense che permise agli inizi degli anni 60 di portare la proposta scout in diverse parrocchie (Corpus Domini, Sacro Cuore, SS. Annunziata, Ognissanti e SS. Stimate).

Il 1 marzo 1959 per ricordare Don Ennio Bonati, maestro di vita e testimone del Vangelo, nella ricorrenza del 20 anniversario della sua prima Messa, il Gruppo Parma 5, con la collaborazione della famiglia, promosse la giornata del ricordo invitando a Parma Mons. Andrea Ghetti che pronunciò una memorabile rievocazione del sacerdote e dello scout.
Nel 1960 il Riparto Parma 5, come detto, si sdoppiò dando vita due nuovi Riparti : Il Riparto Parma 5 “Croce del Sud” della Parrocchia del Sacro Cuore ed il Riparto Parma 5 “don Ennio Bonati” presso la Parrocchia del Corpus Domini.
Nel 1964 venne trasferito alla parrocchia del Corpus Domini dalla parrocchia di Sant’Antonio il Branco Parma 5 che insieme al Riparto già presente ridiedero vita al gruppo Parma 3. Qualche anno più tardi venne fondato anche il Clan. L’attività di questo gruppo continuò fino al 1977 ricordando il glorioso nome del fondatore: “ Don Ennio Bonati “.
Dopo “una pausa” di 6 anni nel 1983, per volontà di alcuni capi e dal supporto del gruppo Parma 1 rinacque, sempre nella parrocchia del Corpus Domini, il gruppo AGESCI Parma 3.
Il 20 gennaio 1968 con atto del rappresentante del Vicario Generale Mons. Amilcare Pasini, Don Antonio Moroni ebbe in cessione dalla Diocesi di Parma la Casa ed una parte del beneficio Parrocchiale di Vallerano.
Don Tonino ebbe l’intuizione di creare, in questo luogo, un vero e proprio Centro Scout. L’immobile venne intitolato a “Casa Scout Don Ennio Bonati”. Questa casa fu ristrutturata, dotata di arredi essenziali e messi a disposizione per le attività del Commissariato Provinciale ed eventi di formazione Regionale e Nazionale (Campi Scuola, Campi Specializzazione, ecc)
Nel 1974 diversi Capi ed AE avevano notato un decadimento dello stile ed applicazione del Metodo Scout. Per superare questa difficoltà, Mons. Ghetti, pensò di riunire alcuni Capi ed Assistenti Ecclesiastici per dare vita, nel 1974, al “Centro Studi ed Esperienze Scout Baden Powell”.
Mons. Ghetti venuto a conoscenza della Casa Scout intitolata a Don Ennio propose di scegliere questo come luogo della prima Assemblea del Centro Studi; questa Assemblea si tenne il 6 – 8 ottobre del 1978 con la presenza di parecchi Capi provenienti da diverse parti d’Italia.
Nella foto allegata (in piedi da sx Enrico Dalmastri, Mons. Andrea Ghetti, Guido Palombi, Fulvio Janovitz, Ida Gonella e Pietro Paolo Severi ) i componenti della prima pattuglia direttiva del Centro Studi, ripresi a Vallerano nel corso dell’Assemblea.
In quell’occasione Baden raccontò la vita e la sua esperienza con don Ennio Bonati e consegnò il messaggio alla famiglia Bonati che sotto riportiamo.
La Casa “Don Ennio Bonati” continuò la sua attività fino al 1995 e negli anni successivi venne data in gestione prima al Gruppo AGESCI Parma 8 (dal 1976 al 1985) e poi al Parma 5 dal 1986 fino al 1995 anno in cui venne restituita alla Diocesi per la mancanza dei fondi necessari per compiere i necessari lavori di manutenzione straordinaria.
Nel 1990 nella Chiesa dell’Annunziata Don Moroni concelebrò con Padre Contardo Montemaggi (AE del PR 8) una S. Messa di suffragio nel 40° della morte di Don Ennio, nell’occasione i suoi ex scout e il Gruppo Parma 8 si fecero promotori della pubblicazione dell’opuscolo “Il sorriso di don Ennio” in cui vennero raccolte le testimonianze e i ricordi di molti che ebbero la possibilità di conoscerlo e di apprezzarne le doti; molte delle stesse sono riportate integrali nel presente volume.
Tutti i partecipanti alla commemorazione firmarono una petizione alle autorità comunali per dedicare una strada di Parma a Don Ennio; la domanda venne accolta favorevolmente e nel 1992 si ebbe la intitolazione della strada come richiesto.