La ricostituzione
Anche nel periodo che va dal Settembre 1943 al 25 Aprile 1945 Don Ennio continua a mantenere i contatti con il movimento clandestino degli scouts cattolici, ma la sua opera si concentra maggiormente a supporto del movimento di Liberazione arrivando a rischiare la sua incolumità personale.
Il contatto continuo con i vari gruppi clandestini dello scoutismo cattolico è testimoniato dai fatti. Pochi giorni dopo la fine della guerra scattò la convocazione dei potenziali “Capi ed Assistenti Ecclesiastici” per la ricostituzione dei Riparti. Qualche giorno dopo il 25 aprile 1945 Don Ennio promosse una riunione, che si tenne presso la sua abitazione di B.go Piccinini 6, con alcuni “vecchi” scouts per discutere sul “come far rinascere l’ASCI a Parma”
Tra i convocati vi furono Giovanni Vignali, Rodolfo Vettori, Vincenzo Zileri e Brenno Gastaldi; tutti diedero la loro disponibilità salvo Brenno Gastaldi che dopo un primo consenso a distanza di pochi giorni declinò l’invito. Don Ennio nel mese di Maggio continuò con i contatti a livello regionale e nazionale e il Vescovo Colli lo nominò Assistente Ecclesiastico Diocesano. Successivamente la sua carica fu ampliata a tutta la Provincia.
Per la formazione dei quadri dirigenti dei vari Riparti Don Ennio confidò molto sulla esperienza dei vecchi scouts che convocò e sollecitò alla ripresa delle attività. La positiva risposta permise la istituzione di tre Riparti che, per rispettare la vecchia denominazione precedente lo scioglimento, fu la seguente: il Parma 1 “Cardinal Ferrari” presso gli Stimattini diretto da Vincenzo Zileri, il Parma 2 “Don Bosco” presso i Salesiani guidato da Rodolfo Vettori ed il Parma 3 “S. Giorgio” con sede nella casa di Don Ennio e da lui stesso guidato. La lettera di convocazione nominativa del Luglio, firmata da Don Ennio Bonati, Vignali e Vettori, ebbe notevole successo e alla riunione successiva presero parte: Alberto Rose (futuro Commissario Provinciale), Padre Tarcisio Beltrame Quattrocchi o.s.b. futuro A.E. Parma 5, Padre Mosè Molin Pradel s.j. futuro A. E. del Parma 2 “Clan delle Vette,” Rodolfo Vettori, Brenno Castaldi, Silvio Rosso, Adolfo Michiara, Ernesto De Bernardis, Fratel Lodovico Gorra AE Parma 6, Luigi Andreoli, Giampaolo Mora (Aquila Randagia), Giovanni Vignali, Giancarlo Cottoni, Marco Abbati, Francesco Pettenati, Lucio Mori e Pier Luigi Mazzoni.
L’attività di ricostruzione proseguì con grande fervore, Don Ennio fu particolarmente interessato alla preparazione dei Capi squadriglia. In luglio presso la sua abitazione tenne un corso per “Aiuto Istruttori” a cui parteciparono Michiara e De Bernardis per il “Cardinal Ferrari”, Giampaolo Mora e Lucio Mori per il “San Giorgio”, Baroni per il “Don Bosco” e Cottoni e Mazzoni per un ipotetico Riparto in San Giovanni.
Scrisse al Provveditore agli Studi per chiedere il materiale dei Balilla che era rimasto presso i magazzini della GIL al fine di dare un minimo di dotazione ai tre riparti che stavano sorgendo.
Don Ennio organizzò e seguì personalmente la prima uscita del Parma 3 presso la canonica di Mozzano dal 30 giugno al 2 luglio del 1945.
In Agosto registrò ufficialmente il censimento del Riparto Parma 3 “San Giorgio” ( gli altri vennero censiti successivamente verso la fine del 1945) e organizzò il primo Campo Estivo a Mossale nel Comune di Corniglio (PR) .
Nella seconda metà di settembre fu convocato a Roma per partecipare ad una riunione preparatoria per il Campo Scuola Nazionale programmato dal Commissariato Centrale per il settembre dell’anno successivo
L’11 novembre vennero accolte le prime Promesse Scout; dopo la S. Messa in Cattedrale tutti i Riparti si trasferirono a Villa Negrona, lungo il Torrente Baganza, dove vennero ricevute le Promesse alla presenza del Commissario Regionale e di quello Provinciale. Entro la fine del 1945 furono aperti altri Riparti, oltre a quelli già menzionati del Parma 1, Parma 2, e Parma 3, il 1 ottobre il Parma 6 “La Salle” presso i Fratelli delle Scuole Cristiane, il 21 dicembre il Parma 5 “Max Casaburi” presso il locali della P.C.A (Pontificia Commissione Assistenza) fondato da Padre Tarcisio Beltrame Quattrocchi vecchio scout rientrato a Parma dopo aver prestato servizio militare come cappellano ed infine nel 1949 il Riparto Parma IV presso il Convento dei PP. Francescani in San Pietro D’Alcantara con AE P. Giuliano Ferrarini ofm e capo riparto Giuseppe Goni.
Don Ennio si impegnò, come Assistente Provinciale, anche con i Riparti che stavano sorgendo in provincia a Noceto e Fontevivo, presenziò nel Duomo di Fidenza alla cerimonia della Promessa da parte dei ragazzi del Riparto Fidenza 1.
Le difficoltà incontrate furono tantissime e, oltre alla fondamentale formazione e organizzazione dei quadri capi ed AE, Don Ennio e i suoi collaboratori dovettero affrontare alcuni aspetti molto complessi:
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Evidente ostruzionismo della maggioranza delle parrocchie e della Comunità Ecclesiale locale che preferirono portare avanti una valorizzazione dell’Azione Cattolica intendendo l’”autonomia” dello scoutismo un intralcio o una complicazione. Durante gli anni del ventennio era maturato, infatti, un certo equilibrio tra le Autorità Ecclesiastiche e il Governo Fascista. Caduto il regime, gli organi centrali di Azione Cattolica volevano inglobare nel proprio inquadramento il rinascente scoutismo per imbrigliarlo nella loro organizzazione come semplice ramo marginale. Fu da ciò che derivò il prevalere della formazione dei Riparti appoggiati presso istituti religiosi e non presso centri parrocchiali; Don Ennio addirittura, come già scritto, propose la propria abitazione come sede di riparto superando qualche contrarietà della madre e della sorella. La stessa situazione si ripeterà nel 1949; a Fornovo il Capo Riparto Livio Romagnani prese in affitto un locale a proprie spese per incompatibilità del parroco con il movimento scout.
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Rivalità con lo scoutismo laico del GEI che si evidenziò subito alla fine del 1945 e che fu momentaneamente appianata con la mediazione di Don Tarcisio Beltrame, ma che riaffiorerà ad ogni minima occasione.
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Difficoltà di ordine economico per acquisto di un minimo di attrezzature al fine di organizzare nel miglior modo le attività, le uscite e i campeggi.
Come disse Mons. Ghetti durante la sua commemorazione nel 20° della sua prima Messa: “Don Ennio fu molto incompreso, fu molto combattuto, soffrì in silenzio; soffrì non si lamentò, si fermò talvolta, ma continuò a pregare, non mantenne rancori”.
Fortunatamente trovò anche aiuti e convinta partecipazione:
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Comprensione e pieno appoggio da parte del Vescovo Evasio Colli che ebbe nei suoi confronti piena fiducia e anche da qualche altro collega della città e della provincia.
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Trovò pieno appoggio nella famiglia che mise a disposizione, oltre alla casa di Borgo Piccinini per la sede, anche tutti i servizi di autotrasporto per trasferire attrezzature ed il materiale nei luoghi dove don Ennio avrebbe, con i suoi ragazzi, realizzato i Campi Scout.
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Sostegno da parte della Pontificia Commissione di Assistenza e di alcuni proprietari di parchi e terreni della provincia che misero a disposizione le loro proprietà per permettere le attività di Riparto all’aria aperta.
Venne nominato il Commissario Provinciale nella persona di Alberto Rose, un inglese da tempo residente in Italia, conoscitore del Movimento scout, che collaborò con don Ennio per l’apertura di nuovi Riparti in provincia; nel dettaglio a Salsomaggiore e Fornovo a cui si aggiunsero quelli di Borgotaro e Busseto che in un primo tempo facevano parte del Commissariato di Piacenza.
Nel 1946 oltre agli scout fondò a Parma il movimento scout femminile dell’AGI – Associazione delle Guide Italiane di estrazione cattolica.
Con il nome di Fuoco Parma 1 “Santa Giovanna d’Arco“ fu iscritto da don Ennio il 23 aprile 1946. La sede fu posta presso la Parrocchia di Sant’Antonio, fu nominato A.E. Mons. Evaristo Scaffardi ed ebbe come prime collaboratrici Alda Lagazzi, Giovanna Bortini e Giuliana Bonati. Come per la formazione dei Riparti ASCI, anche per l’AGI don Ennio fece leva sulle comunità monastiche e sulle scuole private tenute dalle suore Luigine e dalle Orsoline.
Nel 1946, dal 4 al 6 maggio, alcune squadriglie di Parma presero parte al “San Giorgio” di Affori (MI).
Nel mese di luglio organizzò per il “suo”Parma 3 il Campo Estivo a Piona sul Lago di Como presso l’Abbazia Benedettina dei PP. Cistercensi che già aveva conosciuto durante la guerra al tempo delle “Aquile Randagie”.
Dal 7 al 13 settembre guidò la rappresentanza degli Scout Parmensi al Campo Nazionale “della Rinascita” di Villa Molinaro a Roma.
Nell’estate del 1947 realizzò il Campo Estivo a San Candido in Val Pusteria nella provincia di Bolzano, appoggiandosi presso la Colonia della Pontificia Opera di Assistenza di Parma gestita e diretta allora da P. Paolino Beltrame fratello di Don Tarcisio.
Organizzò la presenza di una squadriglia di scouts parmensi, tra cui Belli, Ambrosioni, Jacopozzi e Campi del Parma 3, al 6° Jamboree della Pace a Moisson in Francia che si tenne dal 9 al 18 di Agosto e permise, per la prima volta, ai giovani di Parma di toccare con mano il coinvolgimento internazionale del movimento scout.
Nel 1948, nonostante i già evidenti effetti della malattia volle essere presente al campo organizzato a Castelfondo in Val di Non dove fu accompagnato dal suo medico curante Dott. Luigi Casella e da don Gino Rocca che lo aiutava nelle funzioni religiose.
Al ritorno, considerato il peggiorare della malattia, insieme ai suoi più stretti collaboratori Luigi Andreoli e Giampaolo Mora e d’accordo con Padre Tarcisio Beltrame A.E. del Parma 5 si concordò lo scioglimento del Riparto Parma 3 con il trasferimento dei suoi componenti nel Parma 5. I componenti più anziani concorsero a formare i quadri dirigenti del Clan del Parma 5 stesso altri confluirono nel “Clan delle Vette” che aveva come A.E. Padre Molin nella Chiesa di S. Rocco.
Anche il Fuoco Parma 1 dell’AGI si fuse nel 1949 con il Parma 2 con la sede presso i locali della Pontificia in San Giovanni con AE Padre Tarcisio Beltrame.
Durante il 1949, nonostante il rapido peggioramento del suo stato di salute, volle essere presente, sulla carrozzina, al S. Giorgio che si tenne in Cittadella; rimase in contatto con i “suoi” scouts sempre pronto a dare consigli e suggerimenti per la crescita individuale, per appianare divergenze e per il buon andamento dei Riparti.
Dopo la sua morte, lo scoutismo Parmense continuò a ricordare il nome di Don Ennio intitolandogli il Clan del Parma 5 negli anni 1950-51-52, in cui il Capo Clan fu Giampaolo Mora.